De Gregori, un disco live a mia insaputa

5 Febbraio 2017

“Una produzione discografica parallela”. La chiama cos√¨, Francesco De Gregori, la sua vasta collezione di album dal vivo. Una collezione che conta un nuovo doppio capitolo – conti alla mano il sedicesimo della sua carriera, a fronte di una ventina in studio e a una dozzina di raccolte – con Sotto il vulcano (F&P Group e Caravan/Sony Music), presentato oggi a Roma. “E’ vero, ho fatto tanti album live, forse troppi, direbbe qualcuno. Ma ne far√≤ ancora”, rilancia il Principe della canzone italiana che aggiunge: “questa cosa ha sempre stupito anche me, forse √® perch√© sono un narcisista e mi piace far vedere e far sentire cosa succede quando canto davanti alle persone. Ho la necessit√† di pubblicare me stesso e di testimoniare la facolt√† delle canzoni si cambiare nel tempo. Del resto √® come se a un pittore si impedisse di dipingere anche 10 quadri in un giorno… io mi sento un po’ quel pittore”. Un amore per le registrazioni live che √® andato crescendo nel tempo. “Prima del tour Banana Republic con Lucio Dalla (del 1979, ndr) non ero convinto della mia resa live. Da l√¨ in poi ho avuto la sensazione che quello che succedeva sul palco faceva da contraltare a quello che facevo in studio”.

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