Fabri Fibra, album Fenomeno esce il 7/4

19 marzo 2017

 Esce il 7 aprile il nuovo album Fenomeno di Fabri Fibra. Il disco è stato anticipato dall’omonimo singolo, entrato nella Top 10 della classifica EarOne dei brani italiani più trasmessi in radio. “Prova ad essere un fenomeno/Tutti quanti chiedono un fenomeno/Ti convincono che sei un fenomeno/Se ti vesti come un fenomeno/Tutti cantano come un fenomeno/Ma al lavoro vogliono un fenomeno/Ogni donna vuole un fenomeno, un fenomeno…”: così un brano di Fabri Fibra scritto nel 2003 ed uscito sotto il nome del suo vecchio gruppo, Uomini Di Mare, nel 2004. Avrebbe già dovuto intitolarsi Fenomeno, ma prese poi il titolo La Cosa Più Facile.

FABRI FIBRA FA IL FENOMENO NEL SUO NUOVO VIDEO

5 marzo 2017

Il nuovo album di Fabri Fibra si intitolerà “Fenomeno”. Ad annunciarlo è lo stesso rapper che, attraverso un video pubblicato questa mattina su Facebook, ha comunicato a tutti la tanto attesa notizia.

“Presto fuori il primo video sempre dal titolo Fenomeno, che è un richiamo al primo periodo in cui scrivevo” spiega Fibra all’interno della sua macchina con il sottofondo delle note di “La cosa più facile” scritta quando era negli Uomini di Mare.

“E’ un autocitazione a questo concetto del fenomeno che ora è molto attuale perché siamo tutti fenomeni oggi” conclude il rapper di Senigalia.

Insomma Fabri Fibra sta tornando e a breve ne vedremo delle belle, non ci resta che attendere l’uscita del singolo.

Robbie Williams in concerto al Lucca Summer Festival 2017

5 marzo 2017

Il Lucca Summer Festival annuncia il grande ritorno di Robbie Williams in concerto sul palco di Piazza Napoleone il 15 Luglio 2017.

Lo show-man inglese, fresco del BRITS ICON AWARD, sara’ al Lucca Summer Festival con il suo nuovo attesissimo tour Europeo, che partira’ il 2 giugno da Manchester.
A seguito del grande successo dell’ultimo album “The Heavy Entertainment Show”, uscito lo scorso novembre, Robbie Williams ha ricevuto la certificazione ORO anche in Italia, dopo aver collezionato il disco di platino in Gran Bretagna e quello d’oro in Australia, Austria, Germania e Olanda. I singoli “Party Like a Russian” e “Love My Life sono stati tra i brani più programmati dalle radio Italiane negli ultimi mesi e l’esibizione di Robbie è stato uno dei momenti dell’ultimo Festival di Sanremo che ha fatto registrare maggior audience.

ASCOLTI DI AMIATARADIO MESE FEBBRAIO FINO AL 25/02/2017

26 febbraio 2017

< Minuti totali di ascolto 236026 minuto(i) Traffico dati totale 221.5 GB Ore di ascolto in totale (TLH) 3933.77 Media traffico dati 11.3 MB Sessioni totali 20088 sessione(i)

PRISONER RYAN ADAMS Blue Note, PAX•AM (Digitale) VOTO ROCKOL: 4.5 / 5…( articolo preso da sito rockol)

18 febbraio 2017

> Siamo a 6 settimane dall’inizio del 2017 e abbiamo già due mezzi capolavori di musica americana. Il tempo giudicherà se saranno capolavori per intero ma, per il momento, so già che “Hey Mr Ferryman” di Mark Eitzel e “Prisoner” di Ryan Adams finiranno nelle mie liste di fine anno.

L’album dell’ex American Music Club è un ritorno quasi inaspettato. Ryan Adams invece non è mai andato via, anche se certo non è più il vulcano da 1-2 dischi all’anno di qualche tempo fa. Ha messo a fuoco le sue uscite, e anche lui come Eitzel racconta ed esorcizza in musica la sua vita privata. Il prigioniero dell’amore, distrutto da un recente divorzio è lui. Una premessa se vogliamo banale che però si trasforma in un album catartico e pressoché perfetto nel suo genere, il “classic rock” americano.

La storia di Adams è lunga e complessa (Giovanni Ansaldo l’ha ben riassunta qua, su Internazionale); l’ultima sua prova era quasi un esercizio di stile: rifare tutto “1989” di Taylor Swfit con i suoni del rock di quel periodo. Qua invece il cantautore di Jacksonville porta tutto ad un altro livello. I riferimenti sono spesso quelli – ci sono più di un paio di citazioni dirette agli Smiths, dalle chitarre (quelle di “Doomsday” o di “Broken anyway”, per esempio), che suonano spesso come quelle di Johnny Marr, alla frase di apertura di “Breakdown” (“Thorn in my side…”). Ci sono echi di Springsteen, dei Replacements, del primo Tom Petty, del suo quasi omonimo Bryan Adams.

Ma non preoccupatevi: questo non è un disco di genere, non dovete essere cresciuti negli anni ’80 per apprezzare queste canzoni. Perché sono semplicemente grandi canzoni, con una scrittura stupenda.

Certo, la chitarra con il riverbero di “Anything I say to you now” è un tuffo al cuore. Ma il risultato è una raccolta di canzoni senza tempo, come il country-rock di “To be without you”, che riporta Adams alle origini di “Heartbreaker”, il suo primo disco solista. O “Breakdown” (guarda caso: lo stesso titolo del primo singolo di Tom Petty), che si apre con chitarre acustiche ed elettriche che si intrecciano alla perfezione. O il rock più duro di “Do you still love me?”.

Ogni canzone è un gioiello di pop-rock, un clinic di scrittura, scelta dei suoni, melodia. Più che altre volte in passato, Ryan Adams ha messo tutto se stesso in queste canzoni: passione, rabbia, delusione, catarsi. C’è tutto quello che il rock sa dire e fare quando un storia d’amore finisce a pezzi, messo in musica alla perfezione.

Insomma, se piace il genere, questo album è imprescindibile. E anche se non siete dei rockettari: fermatevi e acoltate. Divverete dei “Prisoner” di Ryan Adams.

TRACKLIST
01. Do You Still Love Me? – (03:59)
02. Prisoner – (03:11)
03. Doomsday – (03:01)
04. Haunted House – (02:42)
05. Shiver and Shake – (03:05)
06. To Be Without You – (03:21)
07. Anything I Say to You Now – (04:50)
08. Breakdown – (04:00)
09. Outbound Train – (04:21)
10. Broken Anyway – (02:57)
11. Tightrope – (03:56)
12. We Disappear – (03:29)

correva .. anno 2010 inchiniamoci a sua maesta f fibra Elisa Anche tu, anche se (non trovi le parole) [feat. fabri fibra]

12 febbraio 2017

L’amore e la violenza Baustelle album recensione fattahttp://www.rollingstone.it/

12 febbraio 2017

Piccoli Baustelle crescono. Lo erano già da un po’, ma con L’amore e la violenza riescono a toccare un livello di maturità – morale più che musicale – ancora più alto, abbandonando definitivamente l’analisi dell’adolescenza per guardare orizzonti diversi. I turbamenti sono più complessi, le complicazioni più contorteLo sguardo verso la giovinezza è più lontano e il senso di perdita è tangibile. Ma affrontato senza disperazione (“Pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere”, canta Bianconi). Sullo sfondo, ben inquadrato dalla seconda traccia, Il vangelo di Giovanni, ci sono “profughi siriani” e “colpi di fucile”. Un riferimento preciso, come la letteratura contemporanea americana, che inquadra in un qui e ora delle vicende altrimenti inafferrabili. Il disco è baustelliano, nella musica e nei testi. Perché spingersi oltre i propri confini quando si ha la certezza di essere ancora unici, a 20 anni dalla formazione, è un vantaggio in partenza che è bene conservare.

Torna a Torino il Kappa Futurfestival In programma l’8 e il 9 luglio al Parco Dora

8 febbraio 2017

TORINO, 8 FEB – Dopo l’ultima edizione con oltre 40 mila spettatori, torna a Torino il Kappa Futurfestival, manifestazione outdoor dedicata all’elettronica, in programma al Parco Dora l’8 e il 9 luglio prossimi. La due giorni prevede la migliore musica dance da mezzogiorno a mezzanotte, con tutte le sfumature della house e della techno.
In arrivo i nomi più attesi dell’elettronica mondiale divisi su tre diversi palchi. Fra i primi artisti confermati: il re della techno tedesca Sven Vath, il leggendario dj house Carl Cox, l’artista di punta della famosissima etichetta Hot Creation Jamie Jones, Sasha & John Digweed che sono tornati insieme sulle scene l’anno scorso dopo aver caratterizzato almeno due decadi di musica dance e i Tale Of Us, duo di italiani di base a Berlino che ha conquistato pubblico e addetti ai lavori.

De Gregori, un disco live a mia insaputa

5 febbraio 2017

“Una produzione discografica parallela”. La chiama così, Francesco De Gregori, la sua vasta collezione di album dal vivo. Una collezione che conta un nuovo doppio capitolo – conti alla mano il sedicesimo della sua carriera, a fronte di una ventina in studio e a una dozzina di raccolte – con Sotto il vulcano (F&P Group e Caravan/Sony Music), presentato oggi a Roma. “E’ vero, ho fatto tanti album live, forse troppi, direbbe qualcuno. Ma ne farò ancora”, rilancia il Principe della canzone italiana che aggiunge: “questa cosa ha sempre stupito anche me, forse è perché sono un narcisista e mi piace far vedere e far sentire cosa succede quando canto davanti alle persone. Ho la necessità di pubblicare me stesso e di testimoniare la facoltà delle canzoni si cambiare nel tempo. Del resto è come se a un pittore si impedisse di dipingere anche 10 quadri in un giorno… io mi sento un po’ quel pittore”. Un amore per le registrazioni live che è andato crescendo nel tempo. “Prima del tour Banana Republic con Lucio Dalla (del 1979, ndr) non ero convinto della mia resa live. Da lì in poi ho avuto la sensazione che quello che succedeva sul palco faceva da contraltare a quello che facevo in studio”.

Mannoia, io vincitrice? Non lo dite

3 febbraio 2017

Tutti mi danno per vincitrice da quando è uscito il mio nome. Ancor prima di aver sentito la canzone. Ma per favore, smettete di dirlo: come si dice, si entra papa e si esce cardinale”. Fiorella Mannoia, che si presenta con il brano ‘Che sia benedetta’, mette le mani avanti e non vuol sentire parlare di primo posto annunciato al Festival di Sanremo, anche se ammette che vincere “è un orgoglio personale, ma penso di non avere nulla da dimostrare”.null Leggi il resto...

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